Come accettare il tuo corpo dopo i 50 anni......mia cara amica

Per tutta la vita ho lottato con il peso. Non sono stata obesa, ma non avevo un corpo che credevo fosse perfetto. Temevo il pensiero di essere fotografata. Non avevo fiducia in me stessa. Ho passato molto tempo a confrontare il mio corpo con tutti gli altri intorno a me. Paragonarmi mi ha reso ancora più difficile amare e accettare il mio corpo.

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Come trovare il coraggio di amare ancora dopo essere stato ferito

Appoggiarsi all'amore e alla connessione può sembrare di andare in battaglia senza alcuna armatura, specialmente se sei stato profondamente ferito in passato. All'inizio, le esperienze d'amore romantiche possono essere facili e senza sforzo, come correre ingenuamente nel campo di battaglia aperto. Ma una volta che siamo stati feriti, tendiamo a triplicare la quantità di armature di cui abbiamo bisogno per il prossimo round. Troppa armatura rende difficile muoversi liberamente. Camminiamo rigidi e ipoprotetti. Sebbene lo scopo sia quello di impedire alle persone di ferirci, ci impedisce anche di essere in grado di fare i nostri confronti significativi.

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Come le Persone Altamente Sensibili vivono le giornate speciali

Cosa fare in caso di giornate P.A.S.?

Come imparare a gestire le proprie "trappole" emotive

Come riconoscere un bambino Altamente Sensibile

Come superare l'insicurezza cari amici Altamente Sensibili

Come "sopravvivere" alla perdita di un padre - oggi festa del papà

Ho perso mio padre 14 anni fa, avevo 32 anni ed ero appena diventata mamma.

E tre giorni prima di perdere mio padre, ho perso il lavoro; ho pensato bene di non dirlo al mio papà, sarebbe andato via triste e preoccupato. E invece è andato via si dispiaciuto, perchè avremmo avuto ancora molto tempo per stare insieme, per vedere crescere i due nipoti appena nati, ma credendo che io fossi serena. Era contento di vedermi sposata e con una bella bambina di nome Camilla, quella che avevo sempre desiderato. Non sapeva e certamente oggi sa, cosa la vita mi avrebbe riservato da lì a poco.

E’ andato via il 17 gennaio del 2005 in un giorno di sole splendente ed ha lasciato il mio più grande vuoto, un buco enorme dentro di me che nessuno potrà più colmare. In verità poi, dopo la sua morte, mio padre mi ha inviato un meraviglioso marito (il secondo) che ha colmato molto quella mancanza, ed uno splendido suocero che amo e stimo come un padre. Credo che mi siano stati inviati due uomini importanti per sostenermi, ho sempre voluto credere questo; il suo modo di esserci ed aiutarmi.

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Quale il partner ideale delle Persone Altamente Sensibili?

Quale il partner ideale delle Persone Altamente Sensibili?

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Cosa desidero insegnare a mia figlia come Persona Altamente Sensibile

Cosa desidero insegnare a mia figlia come Persona Altamente Sensibile

11 cose da sapere di noi Persone Altamente Sensibili

Qual è il lato forte delle Persone Altamente Sensibili?

Le Persone Altamente Sensibili non hanno un lato forte ma possono sviluppare un vero e proprio super potere nel riconoscere i loro bisogni e proteggersi.

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Quale il lavoro più adatto per le Persone Altamente sensibili?

Quale il lavoro più adatto per le Persone Altamente sensibili?

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Quanto è difficile sapersi mettere in discussione - la mia storia

Spesso mi capita di entrare in relazione con persone che dichiarano di voler cambiare la loro vita perchè soffrono e, per questo motivo, di volersi guardare a fondo ma che poi, in realtà, resistono, e lo fanno in un modo molto tenero ed inconsapevole. Da una lato soffrono, stanno male e sentono che non possono far altro che mettersi in discussione, dall’altro resistono con tutte le loro forze senza rendersene conto per mantenere quell’equilibrio così “familiare” ma anche così doloroso. Stanno agendo una scelta : non mi muovo da qui!

Ho capito proprio sulla mia pelle tutto questo, negli ultimi tempi, quando credevo di aver rallentato il ritmo del mio viaggio di conoscenza. Dopo anni che lavoro con impegno e per scelta sulla mia crescita personale, come professionista si ma anche come persona (è una questione di coerenza per me) , senza paura, o almeno in questi anni ho fatto del mio meglio. Ed ero sicura di aver raggiunto un buon livello, fino a quando…..

Fino a quando non ho deciso di intraprendere un percorso di specializzazione sulle Persone Altamente Sensibili, cosa che mi riguarda e che mi interessa da anni. Ci sono ricerche interessantissime sul tema, così pensavo, guardando la cosa un pò dall’esterno, da professionista dell’aiuto.

Ma ci sono caduta dentro, questa è la bellissima verità che mi è capitata.

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Cosa posso fare per riconquistare l'amore dell'altro?

Quando mi chiedono “Cosa posso fare per riconquistare l’amore dell’altro”?, la mia risposta, senza alcuna pietà, è “NULLA, non puoi fare più nulla”.

Non è sempre vero naturalmente e non in tutti i casi ma, certamente, quando una relazione di anni finisce perchè il partner o la partner dichiara di non essere più innamorato, chi resta può fare ben poco. Spesso non serve più dimostrare l’amore nei confronti dell’altro o promettere di cambiare le cose perchè, se il partner è sincero nel dirci che non ci ama più, qualcosa è morto per sempre.

Dal mio punto di vista, possiamo fare molto per non smarrirci durante la relazione, prendendoci cura dell’altro, accettando il suo modo di essere, magari tanto diverso da noi. Lasciando uno spazio per il 50% dell’altro.

Lasciare uno spazio del 50% per l’altro, sembra una banalità ma non lo è. Le coppie che incontro e che sono in crisi, tentano per anni, durante la relazione, e con tutte le loro energie,di far cambiare l’altro; di farlo diventare quello che loro desiderano sia, dimenticando che, facendo così, l’altro tende ad evaporare. Se desidero occupare una relazione con tutto il mio 100%, non ci sarà più spazio per il 50% dell’altro. Ci sono poi buoni equilibri da 70% e 30% o anche meno 90% e 10%…..ma sono equlibri precari che possono rompersi da un momento all’altro. Per questo è bene trovare con l’altro un equilibrio al 50%, giorno per giorno ed è un lavoraccio!

Non so dire come mai molti di noi hanno pensato, nel passato, o lo pensano ancora, di poter occupare il 100% di una relazione, ma così stanno le cose. Credo che la favola di cenerentola, con cui molte di noi “ragazze” è cresciuta, non ci abbia aiutate, ma la verità è che le relazioni sono una cosa molto diversa da quello che abbiamo voluto credere durante la nostra infanzia.

Come mai nessuno ci insegna a stare in una relazione rispettando l’altro e mettendo da parte un grosso pezzo di noi? Se desidero avere una relazione equilibrata devo saper mettere dal parte un mio 50%. So farlo? Me lo hanno insegnato? Posso impararlo?

Comunque sia, quando uno dei due dichiara di non essre più innamorato, l’altro soffre e sente di non poter fare più nulla. Dalla mia esperienza personale e professionale però c’è una cosa molto importante che possiamo fare, non per riconquistare l’altro ma per soppravvivere e poter tirare su la testa: decidere dove stare!

Di fronte ad una situazione del genere, in cui sono stata lasciata, posso decidere cosa fare: posso decidere di dare tempo al mio partner che si chiarisca le idee e magari torni da me o posso decidere di non voler aspettare e ricominciare a farmi una vita senza di lui o lei.

Direte “ma le cose non cambiano”……. e invece cambiano moltissimo perchè io, decidendo cosa sono in grado di fare di fronte a quella situazione che non posso cambiare, passo dalla condizione di “vittima” che subisce tale situazione a persona che “agisce” una scelta di fronte alla stessa situazione. Quindi non subisco più ma accetto che le cose siano così e decido di muovermi in una direzione.

Si passa da avere un ruolo passivo ad avere un ruolo attivo. E certo che vorremo che le cose cambiassero come noi vogliamo, ma non possiamo più farlo e quindi l’unica cosa che possiamo fare è decidere dove stare rispetto a quello che sta succedendo.

Chiedo sempre ai miei clienti, in queste situazioni “che cosa sei in grado di fare?; cosa per te in questo momento rappresenta lo sforzo minore? Aspettare che lei o lui si chiarisca le idee o ricominciare la tua vita? Che cosa ti costa meno?”

Ricordando sempre che, soprattutto in queste situazioni, le cose cambiano e di giorno in giorno perchè siamo delusi, arrabbiati, addolorati, spaventati e tutte queste emozioni spesso si presentano in un meraviglioso minestrone difficille da gestire, per cui dobbiamo anche ricordarci che siamo in all’interno di una tempesta e che passerà presto.

Tutto passa e tutto serve a renderci persone migliore e, se sfruttiamo questo momento per riflettere sul nostro modo di fare e su cosa potremmo fare di diverso in futuro, non sarà tempo sprecato, anzi!

Prendersi un periodo di riflessione......nella coppia!

Quando arriviamo a prenderci un periodo di pausa purtroppo siamo già oltre.

Spesso ci prendiamo un periodo di pausa perchè siamo stanchi dell’altro, siamo logorati da mille tentativi andati a vuoto nel cercare di risanare un rapporto che all’inizio era perfetto. Cosa è successo dopo? Certamente non ha funzionato qualcosa o più semplicemente la vita: fatta di lavoro incerto, di bambini piccoli per casa, di difficoltà di ogni genere; si diventa degli ottimi genitori e si perde di vista completamente la coppia, quello che in verità ha messo in piedi tutto questo progetto.

Abbiamo perso di vista la coppia che, per sopravvivere, ha bisogno di lavoro quotidiano, di impegno, di saper fare un passo indietro perchè siamo in due. Invece, stanchi, si tende a sopraffare o a farsi sopraffare illudendosi che le cose miglioreranno nel tempo o credendo ingenuamente che si possa fare a meno dell’amore.

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4 regole fondamentali per affrontare e superare un colloquio di lavoro!

Il colloquio......questo sconosciuto!!!!

Quando ci mettiamo alla ricerca di un nuovo lavoro, dobbiamo essere precisi ed attenti e le occasioni di colloquio sono davvero molto poche, per questo motivo non possiamo permetterci di sprecarle.

Se siamo chiamati per il colloquio, vuol dire che abbiamo fatto un ottimo lavoro ma non ci è consentito rilassarci fino all'ultimo minuto. Quindi forza e coraggio concentrati cerchiamo di capire cosa può aiutare il buon esito di un colloquio di lavoro.

Dalla mia esperienza di HR Counselor, quattro sono le regole fondamentali da seguire che vado ad illustrarvi con molto piacere :

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Come mai ho deciso di diventare un Counselor...

Era il lontano 2008, da anni svolgevo una bellissima attività in cui però potevo esprimere solo una parte di me, quella più ambiziosa ed aggressiva, disposta a tutto pur di arrivare all'obiettivo, fatta di tecniche commerciali al limite della manipolazione, in cui infatti riuscivo a metà. Qualcosa era davvero troppo lontano dal mio modo di essere per cui arrivavo fino a dove potevo, facendo conto con i miei valori, con risultati buoni ma non eccellenti.

Non riuscivo proprio a fare quel passaggio necessario per ottenere il massimo, mi costava davvero troppo, avrei dovuto stravolgere molto il mio modo di essere, cosa che facevo già frequentando un ambiente lontano dal mio mondo.

La mia crisi personale (l'ennesima direi), e la crisi economica hanno fatto il resto. A volte le cose brutte anticipano bellissimi cambiamenti, se solo imparassimo ad ascoltare e a fidarci. Così a 36 anni ero nella mia ennesima crisi personale sposata e con una figlia, mi chiedevo se davvero quella vita fosse la mia. Sentivo di aver reso felici un sacco di persone realizzando quanto avevo realizzato, ma non lo ero io e soprattutto a 36 anni non sapevo chi ero e cosa volessi davvero. Erano passati troppi anni senza chiedermelo, non me lo ricordavo proprio più.

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Come mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.......istruzioni per le famiglie allargate!

In questi anni mi sono dedicata con passione alle famiglie "allargate", fenomeno molto presente nella società di oggi, io stessa appartengo ad uno di questi complessi sistemi e forse, proprio la mia esperienza personale, mi ha fatto capire, con il tempo, come funziona e come si può intervenire su essa.

Innanzitutto diciamo subito che la famiglia allargata è un sistema complesso e articolato e che per avere successo, un intervento di sostegno come il Counseling , è bene considerare ogni elemento e, se possibile, coinvolgerlo nel processo di cambiamento perchè è una macchina complessa che richiede che ogni pezzo giri con la stessa armonia.

Capite bene, da subito, quanto sia maggiormente impegnativo far funzionare tanti pezzi diversi e contemporaneamente. Pezzi che spesso si sono trovati insieme loro malgrado. Non è facile.

Ci vuole molta intelligenza e molta maturità, che spesso non c'è, diciamocelo subito. Dal mio punto di vista la famiglia allargata richiede (agli adulti) proprio queste due caratteristiche e se non siete disposti a mettervi in discussione, ve lo dico da subito, lasciate perdere!

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E' l'amore che ci governa anche quando decidiamo di non amare più!

Ho ricevuto qualche ora fa un sms di una cliente delusa e sofferente che mi ha detto di non credere più nell'amore. Ed io le ho detto che non credevo a lei!!

Non le credo perchè so che è una persona fatta di amore: per il suo lavoro, per la sua famiglia, per i suoi amici, per sé stessa.......come può una persona così non credere più nell'amore?

E soprattutto perché? Per l'ennesima delusione di turno?

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